Impero Bizantino V-XI secolo
L'Impero bizantino, storicamente identificato come Impero romano d'Oriente, rappresenta la prosecuzione ininterrotta dell'autorità imperiale e delle istituzioni romane nel Mediterraneo orientale durante il Medioevo. Questa entità politica sopravvisse per quasi un millennio alla caduta della parte occidentale, fungendo da custode della cultura classica e da baluardo della cristianità.
La natura di questo Stato è intrinsecamente legata alla sua matrice romana. Sebbene la storiografia moderna utilizzi il termine "bizantino" (introdotto dall'umanista Hieronymus Wolf nel 1557 per distinguere la fase medievale greca da quella classica latina), le strutture statali rimasero in continuità con l'antichità.
L'Impero non nacque come una nuova nazione, ma mantenne il diritto, l'amministrazione e l'organizzazione militare tipiche di Roma. Anche durante la transizione culturale verso l'elemento greco, l'apparato burocratico e la concezione del potere rimasero fedeli al modello tardo-antico.
È fondamentale per l'interrogazione ricordare che i cittadini dell'Impero non si definirono mai "bizantini". Essi continuarono a chiamarsi orgogliosamente "Romani" e consideravano i loro sovrani come gli unici legittimi successori di Augusto e Costantino.
Il fulcro di questa civiltà fu la capitale fondata dall'imperatore Costantino I nel 330 d.C. sul sito dell'antica colonia greca di Bisanzio, scelta per garantire una migliore gestione del vasto territorio imperiale.
La città sorgeva in una posizione geografica unica sul Bosforo, controllando il passaggio obbligato tra il Mar Nero e il Mediterraneo. Costantinopoli divenne il crocevia delle ricche rotte commerciali della seta, dell'incenso e delle spezie, garantendo all'Impero una straordinaria resilienza economica.
Costantinopoli fu concepita ufficialmente come la "Nuova Roma". Divenne il centro di gravità politico e religioso, dove si consolidò il cesaropapismo, una dottrina che vedeva l'imperatore non solo come capo politico, ma come vicario di Dio in terra e difensore dell'ortodossia cristiana.
La collocazione geografica permetteva una difesa più agevole delle frontiere critiche: quella del Danubio e quella orientale, costantemente minacciata dall'Impero sasanide. Grazie a questa posizione, l'Oriente riuscì a respingere minacce devastanti come quella degli Unni.
Il distacco tra Oriente e Occidente fu un processo graduale, divenuto irreversibile a causa delle pressioni migratorie e delle difficoltà amministrative.
La data fondamentale da memorizzare è il 395 d.C., anno della morte dell'imperatore Teodosio I. Egli sancì la divisione definitiva dell'Impero tra i suoi due figli: l'Occidente fu affidato a Onorio e l'Oriente ad Arcadio. Da questo momento, le due parti seguirono destini politici separati.
Nel 476 d.C., quando Odoacre depose Romolo Augustolo segnando la fine formale dell'Impero d'Occidente, inviò le insegne imperiali a Zenone, imperatore d'Oriente. Questo atto simbolico confermò che Costantinopoli era rimasta l'unica depositaria della sovranità imperiale universale.