Guerra Cent'anni e Stati Nazionali

Guerra dei Cent'anni

Guerra dei Cent'anni

La Guerra dei Cent'anni (1337-1453) rappresenta un momento di passaggio cruciale tra l'organizzazione feudale del Medioevo e la struttura dello Stato moderno. Il conflitto, durato centosedici anni con diverse interruzioni, non fu solo una disputa territoriale tra i regni di Francia e Inghilterra, ma il catalizzatore che portò alla nascita di una vera coscienza nazionale in entrambi i popoli, ridefinendo stabilmente i confini dell'Europa occidentale.

Origini del conflitto

Le radici dello scontro risiedono nel complesso sistema di obblighi feudali risalenti alla conquista normanna dell'Inghilterra (1066). I sovrani inglesi, pur essendo re nel proprio territorio, rimanevano formalmente vassalli dei re di Francia per i possedimenti che detenevano sul continente. Questa situazione di dipendenza creava tensioni costanti riguardo alla sovranità e all'omaggio dovuto alla corona francese.

Crisi dinastica

Nel 1328, la morte di Carlo IV senza eredi maschi estinse il ramo principale della dinastia dei Capetingi. La crisi di successione vide contrapporsi Edoardo III d'Inghilterra, nipote del defunto, e Filippo VI di Valois, suo cugino. La nobiltà francese, per evitare un re straniero, invocò una decisione degli Stati Generali del 1317 basata sulla "legge salica", che escludeva le donne dalla successione e dalla possibilità di trasmettere il diritto al trono. Filippo VI fu così incoronato, dando inizio alla dinastia dei Valois.

Contese territoriali

Oltre alla questione dinastica, il conflitto fu alimentato dal controllo della Guienna (o Guascogna), un prezioso feudo inglese nel sud-ovest della Francia, e dalle tensioni nelle Fiandre. Quest'ultima regione era economicamente legata all'Inghilterra per il commercio della lana, ma politicamente influenzata dalla Francia. Nel maggio 1337, la decisione di Filippo VI di confiscare la Guienna spinse Edoardo III a proclamarsi legittimo re di Francia e a dichiarare guerra.

Svolgimento bellico

Il conflitto si sviluppò attraverso lunghe fasi di scontro alternate a tregue, evidenziando una profonda trasformazione delle tecniche militari. La cavalleria pesante francese, simbolo del potere feudale, entrò in crisi di fronte alla nuova organizzazione tattica e tecnologica degli eserciti professionisti.

Supremazia inglese

Nella prima fase, l'esercito inglese impose la propria superiorità grazie all'arco lungo (longbow), un'arma in grado di decimare la cavalleria. Le vittorie a Crécy (1346) e Poitiers (1356) — dove il re francese Giovanni II il Buono fu fatto prigioniero dal Principe Nero — portarono al Trattato di Brétigny (1360). Dopo una ripresa francese, la dinastia inglese dei Lancaster ottenne un successo leggendario ad Azincourt (1415) con Enrico V. Il successivo Trattato di Troyes (1420) riconobbe Enrico V come erede al trono di Francia.

Riscossa francese

La svolta avvenne nel 1429 grazie a Giovanna d'Arco, che sollevò il morale delle truppe e liberò Orléans, permettendo la consacrazione di Carlo VII a Reims. Nonostante il martirio di Giovanna, arsa viva a Rouen nel 1431, la Francia avviò una decisa riorganizzazione militare. Dopo la Pace di Arras (1435) con i Borgognoni, i francesi utilizzarono la nuova artiglieria per riconquistare i territori perduti. La battaglia di Castillon (1453) segnò la fine delle ostilità: l'Inghilterra perse tutti i possedimenti continentali, conservando solo il porto di Calais.